Questa pagina è dedicata a situazioni allarmanti riguardanti altre colonie feline di Torino.

CHI LI HA VISTI? (quelli degli Uffici Tutela Animali)

TORINO - corso S.Maurizio

(dalla rubrica "Specchio dei tempi" del quotidiano "La Stampa")

La colonia felina di corso S.Maurizio 71, affidata ad una volontaria LIDA, è da qualche mese bersaglio di persone che con ogni mezzo tentano di annientarla. Molti gatti sono spariti, mentre altri sono stati trovati uccisi. Poiché la situazione è molto grave e non vediamo nell'immediato la possibilità di soluzioni alternative (le autorità preposte per Legge alla tutela degli animali in città sono latitanti) rivolgiamo un appello alla stampa perché ci aiuti a divulgare la notizia.


TORINO - corso Spezia

(appello ricevuto via mail)

In corso Spezia, nelle vicinanze della ferrovia, esiste una colonia di 30 gatti di cui da tempo si occupa una sola gattara, Maria Teresa.
Attualmente il capo cantiere della ferrovia ha sottrato le chiavi del cancello di ingresso a Maria teresa (datele dal precedente responsabile) e secondo lui dovrebbe effettuare un km a piedi con scatolette, acqua e crocchette per raggiungere il luogo per alimentare i gatti.
Si sottolinea che:

  1. Il comune di Torino ha affidato la colonia a Maria Teresa
  2. che molti gatti sono stati sterilizzati a spese della gattara, che gratuitamente li alimenta e pulisce la zona preposta alla somministrazione del cibo.

Ci si chiede se davvero l'ufficio Tutela animali non possa fare niente per aiutare questa persona e soprattuto i gatti che lei alimenta.
È stata inviata una lettera di richiesta di aiuto all’Ufficio Tutela Animali. La risposta è stata simile a molti altri appelli di questo tipo: la responsabile non può fare nulla per questa situazione.

Nell’appello si cerca aiuto chiedendo di mandare lettere di protesta al comune e al capo cantiere della ferrovia perché ostacola l'operato di una persona che cura e alimenta a spese proprie una colonia di gatti che sono sul territorio comunale di Torino tutelati dalla legge nazionale 281.

(qui in allegato la lettera integrale)


TORINO – Stazione Ceres

(appello ricevuto via mail)

Questa è la situazione della colonia dell'ex stazione Torino-Ceres, di cui attualmente, per coadiuvare la gattara storica che è sempre meno in grado di seguire i mici, si occupano tre volontarie che si sono ironicamente e amaramente date il nomignolo di “sfigatte”.
Per chi non fosse di Torino il luogo in cui si trova la vecchia stazione è vicinissimo a Porta Palazzo, zona che per intenderci è frequentata da tossici, immigrati in condizioni economiche e di vita che vi lascio immaginare. A ciò si aggiunge la sporcizia e il degrado.

I gatti per "fortuna" sono all'interno della stazione che a primo colpo sembra un'oasi rispetto al resto, ma basta avere il coraggio di addentrarsi tra i vecchi treni lasciati a marcire sui binari e dare un'occhiata nei capannoni per rendersi conto che solo i gatti più fortunati riusciranno a resistere in un posto simile.
I gatti muoiono di fame, malattia, freddo e perché rimangono incastrati nelle intercapedini dei vecchi treni. Le gatte fanno i cuccioli all'interno e i piccoli non possono uscirne e muoiono lentamente. Basta spostare un po' di fogliame per scoprire resti di gatto o teschi di cuccioli.

Maria portava da mangiare a queste bestiole facendo uno sforzo immane ed è vergognoso che debba essere una vecchina di 83 anni ridotta ad essere una barbona a farsi carico di almeno 70 gatti, per non parlare di tutti gli altri disseminati nei vari squallidi cortili del centro. In tutto sfama e cura come può quasi 150 gatti.
È vergognoso che in una grande città come Torino, nella civilissima Torino debba essere una persona anziana con una pensione misera a curare tutti quei gatti, senza nessun aiuto.

All'interno della vecchia stazione lavorano i dipendenti della GTT (gruppo torinesi trasporti) alcuni di loro portano del cibo, ma sono pochi e comunque si "lamentano" ogni secondo che non possono spendere soldi per i randagi. Il risultato è che 40 gatti devono sopravvivere con 6-7 scatolette.

È stato contattato il comune di Torino e dopo svariate telefonate, e insistenze varie siamo riusciti ad ottenere delle cuccette. Ma come sono state sistemate!!! Buttate in mezzo al cortile dove basterà la pioggia per farle marcire. Non avevano nemmeno provveduto a mettere uno straccetto dentro per renderle più calde.
Oltre a ciò il comune ha stabilito che i gatti possono essere portati a sterilizzare al canile sanitario delegando le catture ad uno degli impiegati che però non ha mai visto una gabbia trappola in vita sua! Gli hanno fornito una gabbia di ferro, di quelle a ghigliottina, molto pericolose per i mici se non si ha esperienza nelle catture. Ovviamente i gatti adulti una volta sterilizzati vengono riportati in stazione.

La signora Maria non riesce più a seguire la colonia e i gatti non hanno che pochissimo cibo. Le ciotole si svuotano in fretta e dove le gattare volontarie che si occupano temporaneamente della colonia possono mettere il cibo è pieno di sporcizia.
Le risorse sono quelle che sono e i gatti stanno morendo di denutrizione e malattie.
Il problema è che siamo attualmente le gattare sono solo in tre e in tre con tutta la buona volontà non possono farcela.
C'è bisogno di tutti voi.

Ora, senza voler polemizzare con nessuno, ma cercando di responsabilizzare ognuno di voi, vi chiediamo di non fare solo l'inoltro che è sì importante, ma non basta. Pensare che ci sarà un'altra persona che risponderà e che si prodigherà e che manderà i soldi non serve a nulla. Sopratutto rendetevi conto che spesso questo non avviene, perché quasi tutti ragionano in questo modo, pensando che ci sarà un altro ad interessarsi, il risultato è che non si muove nessuno.
Basti dire che l'appello della signora Maria girato dall'Apda ha raggiunto centinaia di contatti, ma quando abbiamo telefonato a Maria ci ha detto che c'era una sola ragazza che si era fatta viva, portandole un po' di scatolette!
Inoltrare solo la mail non aiuta i gatti che del vostro inoltro se ne faranno ben poco, perché quando il pancino è vuoto le email non servono. Quando dei cuccioli vi guardano con quegli occhi tristi, malati, pieni di catarro e sono magri come dei chiodi e non hanno un riparo non gli si può dire che la mail è stata inoltrata. Serve altro.

(qui in allegato il testo completo del messaggio)

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